Con la fine dell’ombrello Bce, i tassi dei mutui italiani rischiano l’impennata?

Con la fine dell’ombrello Bce, i tassi dei mutui italiani rischiano l’impennata? Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea ha annunciato la fine del quantitative easing, che ha contribuito a sostenere l’economia italiana in una fase molto critica. Adesso in molti  sono preoccupati che la fine dell’ombrello della Bce si traduca in un aumento dei tassi d’interesse sui mutui accesi.
Chi ha un mutuo a tasso variabile si deve preoccupare?
No, nell’immediato. Della scadenza del quantitative easing si parlava già da un mese e non c’è stato nessun tipo di nervosismo.
Perché?
Perché fino ad ora l’unica cosa che si sapeva era questa data del 30 di settembre, e poi si rientrava in una fase di tassi crescenti. Già il fatto che il programma di acquisti è stato prolungato fino a dicembre, in più non termineranno le politiche della Bce, che rimane nella facoltà di reinvestire man mano, se qualcuno di queste obbligazioni arrivano a scadenza. Inoltre, le previsioni da parte loro è che non ci saranno interventi sul costo del denaro almeno fino allestate del 2019, come ha detto Draghi. Poi ci sono state una serie di proiezioni, secondo cui si potrebbe ipotizzare anche fino alla fine dell’anno prossimo.
C’è il rischio che la Bce intervenga rialzandoli pesantemente dopo alla fine del prossimo anno, con conseguenze sui mutui degli italiani?
La Bce comincerà ad aumentare i propri tassi d’interesse nel momento in cui non ci sarà bisogno di sostenere la ripresa economica, motivo per cui li ha tenuti bassi finora. Quando, un domani, tutti gli indicatori economici dovessero segnalare che c’è una ripresa più forte, allora potrebbe aumentare in maniera graduale il costo del denaro.
Dunque, oggi è meglio accendere un mutuo fisso o variabile per comprare casa?
Io suggerirei un tasso fisso, perché c’è ancora la possibilità di assicurarsi dei tassi ai minimi storici, estremamente convenienti e sostenibili sul lungo periodo. Il variabile va preso in considerazione per durate brevi, dieci anni, massimo forse quindici, ma tenendo presente che purtroppo entriamo in una fase in cui in futuro potremo aspettarci che vanno solo ad aumentare. Difficile prevedere di quanto, considerando anche l’incertezza politica del nostro paese.

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